L’economia circolare nella progettazione dei grandi eventi

Matteo Gatto, Owner and principal matteogatto&associati

L’architettura è circolare, da sempre. Questo perché, nel progettare edifici che possano durare a lungo, si tende a ridurre gli sprechi per non incidere sui costi. Ecco come la circular and green economy offre il suo contributo nella progettazione di grandi eventi, abbracciando l’intero ciclo di vita delle infrastrutture.

Perdere la proprietà delle cose è uno dei passaggi socialmente più difficili che possiamo fare, e l’architettura sta cercando di guardare proprio a questo.

Matteo Gatto

L’economia circolare non è solo questione di offerta, ma anche di domanda. La tecnologia avanza a passo svelto ma, per raggiungere traguardi concreti a livello ambientale è necessario un cambiamento a livello socio-culturale. Nell’epoca della sharing economy, infatti, il concetto di proprietà assume tratti sempre più labili e indefiniti, perché non è più necessario possedere beni in modo esclusivo. Il futuro delle automobili, ad esempio, è nel car sharing, che abbatte gli sprechi e permette di condividere le risorse. Partendo da queste premesse, Gatto ha descritto un nuovo approccio che guarda all’intero ciclo di vita delle infrastrutture, all’interno di progetti di spicco come l’Expo di Milano del 2015 e quello di Dubai del 2020. Qui l’accento si sposta dall’aspetto estetico degli edifici al loro rapporto con il paesaggio circostante.